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  La provincia di Napoli, dal punto di vista industriale, e non solo, è una bella e grande torta farcita da una massa di canditi avvelenati. La Campania intera, in fondo, è una bella signora dal fascino un pò passato, una donna dal sorriso impresentabile perchè composto da una raggiera di denti malamente cariati...denti, che, nonostante le chiacchere, nessuno dei tanti amanti vuole veramente curare. Abbiamo seguito da vicino la vicenda di Pomigliano D'Arco, e nel nostro destreggiarsi fra tanta insoddisfazione...
...ci è saltata davanti l'avventura dei dipendenti dell'Exide di Casalnuovo. Un'altra fabbrica abbandonata, un'altra caramella avvelenata che i grandi industriali del nord, l'Exide ha oggi il suo grande stabilimento italiano in provincia di Bergamo, hanno lasciato in giro per la Campania. Impiegati, operai, uomini, donne, esternalizzati, fatti scivolare verso un'ancora molto lontana pensione, verso il disadorno limbo della disoccupazione in età avanzata, con il solito giochino della cessione e passaggio ad un'altra azienda del circondario, la Ilmas di Nola. Una società piemontese con stabilimento nel solito Sud, che si occupava di costruzioni e manutenzioni aeronautiche, si occupava appunto, perchè l'ennesimo castello di carte, dopo due anni dall'assorbimento dei dipendenti Exide, bonus compresi, è andato in crisi ed ha ovviamente iniziato ad inneggiare alla chiusura della dependance nell'assolato sud dello stivale...massì, un altra diaspora meridionale, operaia, impiegatizia e piccolo borghese, ora dove li metteremo gli ex Exide, ex Ilmas...ex lavoratori? Tanto per darvi un'idea, ascoltiamo la chiaccherata con "Peppe", uno del coro, ma "uno" che ha 42 anni, "uno" grande, grosso, ed intelligente, uno che parla in un buon italiano, tanto per giocare sui clichè, "uno" che potrebbe ancora trovarselo un lavoro, ma invece "uno" che ha riniunciato, che non sta nemmeno cercandolo, aspettando la manna dal cielo di Casalnuovo...mediata da Roma, Bergamo e Torino, per carità. By Alberto Marolda Cliccate per ascoltarvi l'operaio "Peppe"
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